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Esoterismo ovvero guardarsi dentro



Raffigurazione di Ermete Trismegisto nel pavimento del Duomo di Siena
Ermete Trismegisto nel pavimento del Duomo di Siena

«Come scegliere la propria saggezza, senza aver frequentato le altre?» Pico della Mirandola


Non è facile parlare di esoterismo, sopratutto se svolgi una professione con codice deontologico preciso e se rischi di venire travisata.

Per questo sento necessaria una premessa: occultismo ed esoterismo non sono la stessa cosa. La visione tradizionale (e a mio avviso poco approfondita) li vede come “forme di manifestazione moderna di una realtà molto antica, il pensiero magico” (cit. Treccani). Laddove però l’esoterismo è pensiero e ricerca, l’occultismo è pratica che va alla ricerca del controllo su fenomeni nascosti ed invisibili (e spesso degenera in una eccessiva attrazione per il potere ed in una adesione piena a visioni discutibili). L’estremo materialismo dell’occultismo non mi ha mai interessata, quindi non te ne parlerò qui, rimanendo su una esplorazione (sintetica) dell’esoterismo.


Pensiero magico, dunque. Ma cosa si intende per magia e dove si situa il confine tra magia e religione? Un argomento spinoso (in cui non voglio addentrarmi adesso), diciamo che per quello che mi riguarda condivido la tesi di A.Van Gennep per cui si può parlare di fenomeni magico-religiosi, considerando la magia come cerimonia di trasformazione di cui si serve la religione. In questo senso la religione senza magia diventerebbe filosofia e la magia senza religione diventerebbe scienza.

Mircea Eliade distingue ierofania, come esperienza religiosa, ovvero manifestazione del divino fine a se stessa, da cratofania, ovvero esperienza magica dove il sacro ha una utilità per l’uomo.

Quindi di cosa voglio parlarti? Dell’esoterismo come sistema di pensiero, che per essere tale, ci insegna Antoine Faivre nella sua definizione accademica del 1992, necessita la compresenza di sei caratteri fondamentali, 4 intrinseci e 2 secondari. I caratteri fondamentali sono:

  1. La teoria delle corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo, tra mondo visibile ed invisibile, tra parti del mondo visibile (come la corrispondenza tra pianeti e parti del corpo umano);

  2. La natura animata, intesa come essere vivente;

  3. L’importanza data all’«immaginazione» (che condivide la stessa radice etimologica di «magia»), Henry Corbin ha definito “mundus immaginalis” la cornice in cui si muove l’esoterismo;

  4. Il principio della trasmutazione interiore, ovvero la possibilità di trasformazione ed elevazione dell’uomo. I due fattori secondari (che possono anche non essere presenti) sono:

  5. La pratica delle concordanze (la ricerca di denominatori o radici comuni tra tradizioni diverse) che ha a che fare con la philosophia perennis;

  6. Il principio della trasmissione iniziatica (una trasmissione ininterrotta del sapere esoterico da maestro a discepolo).


Per Faivre l'esoterismo è un modo di accostarsi al sacro che privilegia il mythos sul logos e si concentra particolarmente sui simboli. In quanto metodo, l'esoterismo potrebbe adeguarsi a qualunque ambiente religioso, ma questa tesi è contestata sia da teologi ed esponenti delle chiese storiche, sia dagli esoterismi “tradizionisti”. Questi ultimi si rifanno al pensiero di René Guénon per cui l’esoterismo è un insegnamento che permette all’iniziato di arrivare al proprio esame profondo. Come immaginerai, questa visione mi affascina parecchio e mi coinvolge, del resto il termine «Esoterico» deriva dal greco antico esōterikós, a sua volta da esṓteros («interiore»), contrapposto a exoteros (esteriore). Il termine compare per la prima volta in uno scritto di Luciano di Samosata (II secolo a.C.), “Vitarum auctio" dove ha il senso di «interiore».

L’esoterismo tenta di indagare il rapporto tra l’assoluto e il relativo e, in una estremizzazione, di mettere le leggi che dominano l’universo al servizio dell’uomo. In questo indagare le scienze esoteriche non è così diverso, a livello di significato, dall’occuparsi di fisica e di scienze. Quello che cambia, notevolmente direi, è l’oggetto di studio.


Mi sono avvicinata all’esoterismo per colpa di Umberto Eco e del suo “Il pendolo di Foucault” letto nei primi anni del liceo (su consiglio/sfida del mio stimatissimo professore di filosofia). In quelle pagine mi ero persa: conoscevo solo vagamente alcuni riferimenti ed ero incredibilmente incuriosita. Così ho iniziato a prendere in biblioteca una quantità di testi che mi aiutassero ad entrare in quel mondo. La mistica ebraica raccontata da Gershom Scholem (di cui ho amato tutto ma soprattutto “La Kabbalah e il suo simbolismo”) mi ha portata nella relazione tra tradizione, mito e concezione dello sviluppo dell’uomo. Ho amato le narrazioni sul Golem e l’enorme quantità di riferimenti simbolici presenti nella cultura ebraica, per trovarmi presto (grazie alle Edizioni Mediterranee e Astrolabio che all’epoca erano guida e faro) a leggere testi di alchimia.

L’itinerario alchemico, il magnum opus che dovrebbe portare alla trasformazione della materia, da piombo a oro e alla realizzazione della pietra filosofale mi ha totalmente rapita.

Ho iniziato a cercare testi di alchimisti e i miei principali riferimenti sono stati Marsilio Ficino (l’alchimista dei Medici) e Ermete Trismegisto (un personaggio leggendario cui si attribuisce il Corpus Hermeticum, ovvero una serie di testi esoterici e la creazione della corrente ermetica). Negli anni si sono aggiunti centinaia di nomi, con Paracelso, Pico della Mirandola, Eliphas Levi…insomma mi è impossibile citarli tutti.

Intanto mi ero spostata a vivere a Siena prima e a Firenze poi, dove amavo passare le ore nel reparto esoterismo (cui si accedeva da un corridoio laterale poco frequentato) della Libreria Marzocco (poi Martelli). Ardeva in me la curiosità dell’iniziata che vuole approfondire sempre di più una conoscenza che intuisce utile per lei che lottava con lo scetticismo della figlia del pragmatismo, che davanti ad ogni testo si chiede se le fonti siano esatte, se sia attendibile o tendenzioso, se sia qualcosa di sensato o di completamente folle.


Con questa ambiguità ho convissuto diversi anni, arrivando poi a scegliere, negli anni di studio di psicologia, con un certo malincuore la via dello scientismo.

Non ci stavo del tutto comoda.

Mi appariva piuttosto chiaro che l’Opus alchemica e tante delle teorie esoteriche erano applicabilissime al mondo della psiche. Mi era naturale pensare che l’interrogarsi intorno alla natura del mondo fosse anche, necessariamente, interrogarsi sulla natura della psiche umana, dei suoi bisogni e delle sue possibilità di sviluppo e crescita.


Quando i miei studi mi hanno portata ad incontrare la psicologia analitica di C.G.Jung tutto è diventato molto più chiaro: era evidente il parallelismo tra gli incitamenti esoterici a progredire verso la conoscenza e il percorso di individuazione che secondo la psicologia complessa è il compito della psiche individuale.


Me la sentivo io di tornare sui testi che mi avevano così tanto intrigata e rileggerli in chiave psicologica? Ho iniziato piano piano e lo studio di questa materia è davvero potenzialmente infinito, ma mi diverte trovare le assonanze con il mio lavoro con la psiche.

Lo studio dell’esoterismo secondo me si divide in diversi filoni, provo ad ordinarli qui in modo che tu, se vuoi, possa avere dei riferimenti:

  • la divinazione, ovvero il tentativo di indagare il futuro. Si tratta di un argomento vastissimo perché storicamente i metodi divinatori sviluppati dalle varie civiltà sono stati tantissimi e molti sono, almeno secondo me, veramente affascinanti. Per una summa puoi leggere “Storia della divinazione” di Giordano Berti. Per me i più interessanti sono i Tarocchi, che per me sono un ottimo strumento di conoscenza interiore ed anche un alleato libroterapico (conosci qui il mio percorso ondemand “Leggersi con i Tarocchi”). Il secondo strumento divinatorio fantastico per indagare l’animo umano è I ching, ovvero “Il libro della versatilità”: certamente di approccio meno facile e soprattutto non così semplice da riportare ai meccanismi psicologici, ma fantastico per tenerci a contatto con la sincronicità e con l’introspezione (io lo uso molto in journal therapy, anche nel percorso dedicato “Incontrare la sincronicità”, te ne avevo già parlato qui);

  • l’alchimia, che ha come obiettivo la conoscenza (anzi addirittura l’onniscienza), la trasmutazione della materia (con ottenimento dell’oro e della pietra filosofale) e anche la creazione della panacea universale, l’elisir di lunga vita. Di questo filone trovo interessante il sistema filosofico e il richiamo alla conoscenza come via di miglioramento. Se hai delle buone conoscenze di psicologia e psicologia analitica potresti leggere “Psicologia alchemica” di James Hillman e “Psicologia e alchimia” di C.G.Jung. Ma mi sento di avvertirti: non sono testi facili (e sopratutto l’Opera di Jung senza un adeguato studio risulta travisabile), quindi se sei neofita leggi piuttosto “L’Arte di coltivare il cielo. L’apprendista. Lo straordinario percorso iniziatico di un giovane alchimista tedesco dello Schwarzwald nel XVII secolo” di Gratianus oppure “La gaia scienza” di Davide Innocenti (ma ci sono migliaia di testi, fruga tra i cataloghi per trovare quelli più vicini a te);

  • l’ermetismo che si situa tra filosofia e religione, attinge ad un corpus di testi greci dal II secolo d.C. abbastanza frammentario ed al “Corpus” attribuito ad Ermete Trismegisto, una figura che sta tra il dio Ermes greco del logos e della comunicazione e il dio egizio Thot (dio della sapienza, della scrittura e della magia). L’interesse dell’ebetismo ruota intorno alla cosmogonia, alle leggi che connettono microcosmo e macrocosmo e alla possibilità dell’uomo di cogliere l’essenza divina (elevandosi a quel punto e trascendendo). Sto semplificando al massimo, ma qui siamo nel mondo della magia esoterica vera e propria, dove come puoi immaginare ci sono testi di ogni tipo. Puoi scegliere di leggere il “Corpus Hermeticum” che si trova in molte edizioni, anche con introduzioni ai vari testi (come quella Bollati Boringhieri) oppure orientarti su una “introduzione alle dottrine ermetiche” come quella di Franz Bardon.

I consigli che sento di darti se vuoi addentrarti nel mondo esoterico:

  • mantieni sempre uno spirito critico;

  • scegli dei riferimenti teorici cui poterti ancorare;

  • confrontati il più possibile con gli altri su ciò che “scopri” (tiene lontane le fissazioni e aiuta nei momenti di maggiore immersione);

  • contestualizza sempre quello che leggi (chi lo ha scritto, quando…);

  • tieni a mente che è importante e salutare parlare di cose incomprensibili, ma credere a tutto è molto meno salutare;

  • conserva un sano scetticismo per le congreghe di “iniziati” e per chi vuole coinvolgerti in modi univoci di vedere la materia esoterica;

  • informati da testi diversi, voci diverse, compara.

Se vuoi parlarne, scrivimi nei commenti o via email!



In foto, la porzione di pavimento del Duomo di Siena dove viene raffigurato Ermete Trismegisto.






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