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Festeggiando il 23 Aprile

April 23, 2019

 

 

 

 

 

 

Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, data scelta dall’Unesco perché è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre scrittori considerati dei pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garciloso de la Vega (e se le date non dovessero tornarvi, come del resto era successo a me, vi invito a leggere questo articolo esplicativo su ilpost).

 

Io sto preparando la valigia per passare qualche giorno a Dublino, che è una delle città della letteratura dell’Unesco, scelte in quanto ricche di bagaglio culturale e di eredità letteraria importante ma soprattutto capaci di dimostrare di dare valore alla cultura mantenendola viva.

 

Per celebrare questa giornata la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco ha stilato un elenco di libri ambientati nelle 20 regioni italiane: due libri per ciascuna regione con l'intento di legare la narrativa al territorio e stimolare l’interesse dei lettori (i libri sono quelli che vedete nella foto del post).

 

Quest’anno il 23 aprile ha per me un sapore diverso, perché con la pubblicazione de I libri che fanno la felicità ho raccontato al mondo il mio rapporto con la letteratura e svelato in buona parte i miei preferiti letterari ed i miei riferimenti in termini di storie e di autori (se lo leggete scrivetemi cosa ne pensate!!).

 

Ho deciso di portare con me il capolavoro di Joyce, Ulisse, nella traduzione di Gianni Celati, nella cui prefazione si legge:

“L'Ulisse è un libro scritto da qualcuno che doveva diventare tenore (Joyce quando abitava a Trieste), uno che aveva imparato a trasmettere sulla pagina ciò che i musicisti chiamano «orecchio interno», al di là del senso oggettivo delle parole. In effetti, se facessimo il calcolo di quante cantate spuntano nell'Ulisse ogni poche pagine, vedremmo un ventaglio di citazioni canterine che sono la spina dorsale joyciana per scavalcare tutti i discorsi e intendersi con diversi richiami musicali: dall'opera lirica alla filastrocca oscena, da un canto gregoriano («Gloria in excelsis Deo») al rumore della carrozza del viceré che passa sul lungofiume («Clapclap, Crilclap»), dai nursery rhymes a una poesia tedesca sul canto delle sirene («Von der Sirenen Listigkeit...»), dal verso del cuculo («Cucú! Cucú») al Fiore di Siviglia (opera lirica), dalle battute per tenere il ritmo d'una pagina («Tum» «Tum») a quelle di altri suoni («Pflaap! Pflaap! Pflaaaap»), alla cantata mozartiana, ricorrente nei pensieri di Mr Bloom: «Vorrei e non vorrei, mi trema un poco il cor», e cosí via”.

 

Guardando non solo la pila sul mio comodino, ma anche le torri di volumi sulla scrivania ed anche quelle sparse per tutta la casa, ecco invece la mia reading list per le prossime settimane:

 

  • Héléna Marienské Astenersi Astemi

  • Paolo Maurensig Il gioco degli Dèi

  • Amy Meyerson La libreria del tempo andato

  • Marco Balzano Le parole sono importanti

  • Alice Cappagli Niente caffè per Spinoza

  • Imogen Hermes Gowar La sirena e Mrs Hancock

  • Fabio Bacà Benevolenza cosmica

 

E voi, cosa state leggendo?

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