Ricordando..Roger de Rabutin

April 13, 2018

 

Ricorre oggi il centenario della nascita di Roger de Rabutin, scrittore francese.

 

“Quando non si ama troppo, non si ama abbastanza"

                                       Maximes d'amour pour les femmes

 

 

Nacque a Epiry, di antichissima famiglia borgognona, il 13 aprile 1618; morì a Autun il 9 aprile 1693. A 16 anni alla testa di una compagnia nel reggimento di Léonor de Rabutin suo padre, e poco dopo colonnello del reggimento, a 27 luogotenente del re per il Nivernese e consigliere di stato, a 35 maître de camp generale della cavalleria leggiera e luogotenente generale dell'esercito, partecipe, dal 1634 al 1665, a tutte le campagne di guerra, segnalandosi spesso per il suo coraggio (particolarmente nel primo assedio di Mardick e nella battaglia delle Dune), non riuscì, nonostante i suoi reali meriti militari e l'indifferenza morale dei tempi, a conquistarsi la fiducia e la stima che portano al primo piano della vita pubblica, tanto gli furono funeste la sua innegabile leggerezza di re della moda e di gaudente, la fama chiassosa delle sue avventure private, l'arditezza e la pretensione delle sue boutades letterarie ("le meilleur officier de son armée pour les chansons", lo definì il suo generale, il Turenne). Non solo non ebbe il maresciallato, ma dopo una carriera così brillante, venne rinchiuso nella Bastiglia (1665-1666) e quindi esiliato nel suo castello di Borgogna, ove restò 17 anni senza essere riammesso alla corte. Alla sua disgrazia e alla sua prigionia devono aver contribuito più ragioni: forse il ricordo dell'equivoca condotta tenuta durante la Fronda (fino al 1651 il Bussy fu del partito di Condé e dei principi), forse lo scandalo suscitato dalla cosiddetta orgia di Roissy (profanazione, con turpi baldorie, della settimana santa), assai probabilmente la scoperta di rapporti d'affari tra il B. ed il sopraintendente Fouquet e l'impossibilità da parte del governo di restituire al B. le somme enormi da lui anticipate nei suoi varî comandi militari per il mantenimento delle truppe, somme ch'egli non si stancava di reclamare. Servì di pretesto la pubblicazione, fatta all'insaputa del B., della sua Histoire amoureuse des Gaules: opera da lui abbozzata per consolare in una sua malattia la sua amante Madame de Montglas e amorosamente ultimata, con visibili intenti d'arte: storia scandalosa della grande società del suo tempo, con le più scabrose intimità di alcova. Il carattere libellistico dello scritto fu aggravato dalle aggiunte gratuite degli editori e dalle continuazioni apocrife divulgate sotto il suo nome. Il successo enorme dell'opera confermò la riputazione di letterato che già il B. si era guadagnata con altre opere diffuse a penna: con le graziose Maxímes d'amour in versi, e con la Carte du pays de braquerie, preannuncio ardito della Histoire. Venne eletto membro dell'Accademia francese.

Dopo la sua morte ebbe un successo grandissimo la pubblicazione della sua Correspondance (14 edizioni in 40 anni). Meno fortunati i Mémoires, usciti postumi anch'essi nel 1696, composti dal B. durante il suo esilio in Borgogna, di scarso interesse storico e letterario, per l'eccessiva e tediosa insistenza con cui l'autore resta attaccato ai suoi personali interessi. Tra le cose rivelate dopo la sua morte meritano di essere ricordate: un Discors sur le bon usage des adversitez (1694), una Histoire en abrégé de Louis le Grand (1699), una Traduction des lettres d'Héloïse et d'Abélard (la prima versione francese, dopo Jean de Meung). È uno dei meriti letterarî del B., di avere sentito la bellezza delle lettere di sua cugina, la marchesa di Sévigné, e di avere gelosamente conservate per la posterità, in raccolte speciali raccomandate alla pietà della figlia e del padre Bouhours, la maggior parte di quelle ricevute da lei.

Edizioni: L'edizione migliore della Hist. amoureuse rimane quella curata da P. Boiteau, nella Bibl. Elzévirienne, 1856. Per i Mémoires, da consultarsi l'edizione Lalanne (Parigi 1856, 2 voll.) e per la Correspondance l'edizione Lalanne (Parigi 1858-9, 6 voll.).

Fonte: www.treccani.it

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